Il 2025 si conferma un anno di forte slancio per l’innovazione in Italia, come attestano i dati recentemente diffusi dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) sulle attività brevettuali in Italia (disponibili qui).
Le nuove domande italiane di brevetto per invenzione industriale hanno raggiunto quota 11.996, il valore più alto degli ultimi 15 anni. Si tratta di un aumento del 18,2% rispetto al 2024 (quando erano state 10.148), che testimonia un’accelerazione rispetto agli anni precedenti, in cui la crescita si era mantenuta su valori più contenuti. In parallelo, crescono del 13,2% anche le domande di brevetto per modello di utilità, passate da 1.830 a 2.073 nell’ultimo anno.
Significativo il contributo delle università e degli enti pubblici di ricerca: sono 594 le domande di brevetto provenienti da questi soggetti, con una crescita del 20,7% rispetto al 2024. Questo ruolo crescente della ricerca pubblica probabilmente risente in positivo della riforma normativa introdotta nel 2023 (L. 24 luglio 2023, n. 102), che ha superato il c.d. “professor’s privilege”, attribuendo alle stesse università e agli enti di ricerca la titolarità delle invenzioni realizzate dai propri ricercatori (articolo 65, Codice della Proprietà Industriale – D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30). Ciò ha tra l’altro consentito agli istituti accademici di sviluppare strategie più strutturate di valorizzazione della proprietà intellettuale, favorendo iniziative di spin-off e start-up con l’intento di trasferire sul mercato i risultati della ricerca.
La crescita delle attività brevettuali pubbliche non si limita a un aumento quantitativo, ma si accompagna anche a una diversificazione tematica: il 33,07% delle domande provenienti da atenei ed enti di ricerca pubblici si concentra nel settore “Salute & Biomedicale”; seguono “Chimica & Nuovi Materiali” (10,24%), “Macchinari & Attrezzature” (8,45%), “Informatica & Sistemi di Telecomunicazione” (6,68%). La ricerca pubblica presidia anche comparti tecnologici emergenti come “Semiconduttori & Elettronica”, “Cosmetica, Nutraceutica & Supplementi”, riflettendo la capacità del settore di essere protagonista tanto nei campi scientifici consolidati quanto in quelli più emergenti.
Dall’analisi territoriale emerge una netta concentrazione delle domande di brevetto in Lombardia, che contribuisce al 29,71% del totale nazionale per le invenzioni industriali e al 20,36% per i modelli di utilità. Seguono Piemonte (20,49% invenzioni industriali, 9,57% modelli di utilità) e Veneto (11,31% invenzioni industriali, 12,24% modelli di utilità), con Emilia-Romagna, Lazio e Toscana a completare il quadro delle regioni più attive.
Nonostante la crescita delle domande italiane, il dato complessivo dei depositi presso l’UIBM registra una lieve flessione (-2%) rispetto al 2024. Questa variazione negativa è da ricondursi prevalentemente alla diminuzione fisiologica delle convalide di brevetto europeo presso l’UIBM (-13%) conseguente all’entrata in vigore del brevetto europeo con effetto unitario.
Il report certifica infatti che al 31 dicembre 2025 risultano essere stati concessi dallo European Patent Office (EPO) ben 78.707 brevetti europei con effetto unitario, di cui 5.290 di origine italiana (pari al 6,7% del totale). La rapida adozione di questo strumento da parte delle imprese e degli innovatori italiani testimonia l’attrattività del nuovo sistema unitario europeo, che consente di ottenere una protezione brevettuale unica e contemporanea in 18 paesi dell’Unione Europea, con una marcata semplificazione amministrativa svincolata dalle formalità di convalida tradizionali.
Ciò detto, il numero di accoglimenti delle convalide di brevetto europeo resta comunque elevato, con quasi 16.000 provvedimenti di convalida emessi nel 2025.
Guardando ai titoli brevettuali concessi dall’UIBM, si registrano 8.577 provvedimenti, di cui la gran parte (6.769) riguarda i brevetti per invenzione industriale. I modelli di utilità concessi sono 1.582, mentre le concessioni derivanti da domande internazionali PCT raggiungono le 162 unità. A chiudere il quadro, si segnalano 40 certificati di protezione complementare in ambito farmaceutico e fitosanitario.
In sintesi, il 2025 segna un anno di consolidamento e rafforzamento della propensione italiana all’innovazione: a una vivacità diffusa nei depositi di brevetti e modelli di utilità – guidata non solo dagli attori tradizionali, ma anche dalla crescita del settore pubblico e accademico, si affianca una progressiva europeizzazione delle strategie di tutela grazie al brevetto con effetto unitario.